Lun. Giu 24th, 2024
Procuratore Sportivo: come diventarlo

Al direttore sportivo si accompagna anche un’altra figura estremamente importante: la figura del procuratore sportivo, il quale deve essere in possesso di competenze specifiche nel mondo dello sport.

Dunque, vediamo insieme i titoli e gli studi che è necessario conseguire per poter diventare direttore sportivo. Tale figura si occupa, in particolare, di gestire acquisizione e trasferimento degli atleti da un club sportivo ad un altro. Si tratta di un lavoro piuttosto interessante, molto dinamico e soddisfacente, soprattutto dal punto di vista economico nel caso in cui si riesca ad individuare sportivi di successo.

Dunque, prima di capire come poter diventare un procuratore sportivo, cerchiamo di comprendere quali sono i compiti principali attribuiti a tale figura professionale. Quella del procuratore sportivo è una figura presente all’interno di diverse federazioni sportive come basket, pallavolo, calcio e volley. I più richiesti sono, tuttavia, i procuratori sportivi di calcio in quanto, nel mondo del calcio, sono presenti giocatori che fanno gestire i loro trasferimenti da una squadra all’altra solo ed esclusivamente a queste figure professionali.

I procuratori sportivi ci occupano, infatti, di curare aspetti commerciali e legali relativi ai vari giocatori della squadra o della federazione per la quale si lavora. Questi ultimi sono, inoltre, sempre aggiornati rispetto ai regolamenti vigenti in ambito nazionale e internazionale e hanno dimestichezza con diritto ed elaborazione dei contratti.

Per quanto concerne il percorso da intraprendere per diventare procuratore sportivo nel calcio, si può dire che quest’ultimo è abbastanza semplice. Per poter diventare procuratore sportivo è, infatti, sufficiente superare il test indetto dal CONI e la prova di abilitazione indetta tramite bando dalla FGCI. Per poter superare queste prove , tuttavia, necessario essere in possesso di una buona formazione in ambito economico e/o giuridico.

I procuratori hanno, infatti, molto spesso, una laurea in Economica, in Giurisprudenza o, in alternativa, in Scienze dell’Economia e gestione aziendale. Ma andiamo a vedere, nel dettaglio, come poter diventare un procuratore sportivo.

Diventare procuratore sportivo: i titoli necessari

Diventare procuratore sportivo è il sogno di tanti appassionati di sport. Se, infatti, da un lato vi è la possibilità di lavorare all’interno del settore sportivo, dall’altro lato vi è la possibilità di ottenere guadagni consistenti. L’accesso alla professione di procuratore sportivo è cambiato in seguito alla Legge di Bilancio del 2018.

E’ proprio con tale legge, infatti, che si è proceduto alla reintroduzione dell’esame di abilitazione, che era stato eliminato nell’anno 2015. Tramite la stessa legge, la gestione dell’albo dei procuratori sportivi è divenuta di competenza del CONI. Tra i requisiti necessari per poter prendere parte all’esame, vi è il possesso della maturità, l’essere di nazionalità italiana o di un altro paese appartenente all’Unione Europea, l’avere una fedina penale pulita, il possesso di diritti politici e civili e, infine, l’essere iscritto al registro dei procuratori sportivi.

Chi intende svolgere questa professione, infatti, non deve essere un tesserato Coni né un dirigente o un allenatore calciatore. Per comprendere meglio come arrivare a ricoprire questo ruolo è Antimo Di Lorenzo, professionista che ricopre questo ruolo da diversi anni.

Secondo Di Lorenzo, per diventare procuratore o agente dei calciatori, la laurea non è un titolo necessario. Nonostante ciò, egli è in possesso di una laurea in Giurisprudenza che gli ha concesso la possibilità di operare, all’interno del mercato calcistico, come agente e di assistere i calciatori in sede di trattativa pur non essendo iscritto all’albo FIGC in quanto già iscritto all’albo degli avvocati. Per i diplomati, invece, sarà previsto un esame presso il CONI e, successivamente, l’iscrizione all’albo degli agenti presso la FIGC.

Di cosa si occupa un procuratore sportivo?

Un procuratore sportivo, per divenire tale, deve essere in possesso di una forte passione per il mondo del calcio, del basket e del volley. Egli deve, inoltre, conoscere in maniera approfondita i loro regolamenti e i rispettivi mercati.

Secondo Antimo Di Lorenzo, un procuratore sportivo si occupa, principalmente, di assistere un calciatore durante la trattativa con una squadra e durante i due anni di procura. Per quanto riguarda la retribuzione, invece, quest’ultima varia in base al contratto e in base alle categorie calcistiche.

Il procuratore sportivo rappresenta, dunque, l’agente che cura gli interessi dell’atleta, in particolare modo durante le contrattazioni utili all’elaborazione del contratto. Egli si occupa, infatti, di tutelare il più possibile gli interessi del giocatore e, di conseguenza, anche i propri. La retribuzione può raggiungere il 3% del compenso lordo percepito dall’assistito. Gli sportivi, generalmente, si affidano spesso ad un legale specializzato in diritto sportivo, affidando loro la procura relativa ad aspetti legali e contrattuali della loro professione.

Corsi per diventare procuratore sportivo

Dopo aver chiarito come diventare procuratore sportivo, potrebbe essere importante offrire a chi legge informazioni relative all’esame da sostenere per poter ottenere l’idoneità alla professione da parte del CONI.

Tra i requisiti necessari, troviamo: il possesso della cittadinanza italiana o di un altro paese appartenente all’Unione Europea, il conseguimento del diploma di scuola secondaria di 2 grado o laurea, il non aver riportato condanne penali per delitti colposi, l’essere in possesso di diritti civili e politici e, infine, l’essere iscritto al registro dei procuratori sportivi con tassa d’iscrizione pari a 250 euro.

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